Che cavolo di zuppa è? È zuppa di cavolo e fagioli!

E rieccomi qui a pubblicare delle mie cose vegan! Purtroppo ho dovuto sospendere il mio bloggeraggio per diversi mesi a causa di forze maggiori… ma ora son tornata… E che cavolo!

Cavolo verza, cavolo cappuccio, cavolo cinese, cavolo broccolo, cavolo cavolfiore o cavolino di Bruxelles… cavoli vari, scegliete voi quale… cavoli vostri!

Una buona zuppa di cavolo è ottima per combattere il freddo, l’influenza stagionale e le infiammazione delle vie respiratorie come mal di gola, raffreddore e laringite.

Il cavolo, prodotto molto diffuso in questi mesi invernali, è una miniera di fibre, di vitamine del tipo A, del gruppo B, C, E, K e una grande quantità di sali minerali (potassio, fosforo, sodio, zolfo, zinco, magnesio, calcio e ferro).

Il consumo di verza apporta all’organismo benefici alla vista, previene la cataratta, mantiene sana la pelle, previene ulcere e gastriti, combatte il reflusso, sostiene in casi di anemia, rinforza le difese immunitarie debilitate e prevenire alcuni tipi di tumore. Inoltre, il suo consumo costante svolge un’azione disinfettante, antiossidante e antibiotica buona sia per l’intestino che per l’apparato respiratorio.

La verza ha ottime proprietà analgesiche, antinfiammatorie, depurative (soprattutto per fegato e reni) e decongestionanti. Aiuta a tenere il colesterolo sotto controllo, combatte cistiti, emorroidi, artriti, acne, eruzioni cutanee e punture d’insetti.

Per finire, è anti invecchiamento. Il suo contenuto di fibre aiuta la digestione e ha effetti lassativi.

Il suo decotto di foglie aiuta a combattere bronchiti, asma e malattie dell’apparato gastro-digerente. L’acqua di cottura è ricca di zolfo e può essere utilizzata per la cura di eczemi e infiammazioni. Ha proprietà diuretiche e lassative e drenanti, contro la stipsi si può bollire il cavolo per due o tre minuti in poca acqua per poi filtrarla e berla.

Il suo prodotto fermentato (i crauti), se assunti con regolarità, possono diminuire la pressione sanguigna e alleviare problemi di digestione. Attenzione in caso di irritabilità del colon: può causare gonfiori, dolori addominali e diarrea.

È un alimento praticamente ipocalorico (soltanto 27-30 Kcal per 100 g di cavolo verza) e può essere mangiato crudo (per sfruttare al massimo tutte le sue proprietà) oppure può essere preparato in diversi modi. Oggi vi dico come lo preparo io.

Un suggerimento: la cottura non dev’essere prolungata. La verza, se cotta troppo, può causare problemi di digestione oltre all’impoverimento di tutte le sue proprietà. Durante la cottura potrebbe sprigionarsi il tipico odore per molti sgradevole – causato dallo zolfo presente nella verza. Per bypassare l’eventuale problema è sufficiente aggiungere all’acqua di cottura un po’ d’aceto o del succo di limone.

E giungiamo alla preparazione.

Cosa serve (per due persone):

  • Un cavolo! (non è uno scherzo)
  • Due o tre spicchi d’aglio
  • Fagioli (io utilizzo i borlotti in barattolo – ne è sufficiente uno – ma vanno bene anche i cannellini)
  • Olio, sale q.b.

Che faccio?

Anzitutto procedo alla mondatura del cavolo…in tutti i sensi! 😛

Bisogna separare le foglie tagliandole alla base con un coltello. Il nucleo centrale (costituito da foglie piccole) può essere tagliato direttamente in due o quattro spicchi per non impazzire.

Fatto questo sarà sufficiente sciacquare le foglie per poi procedere alla scottatura.

Dopo aver fatto bollire in una pentola una buona quantità d’acqua immergo le fogliolone e le lascio scottare per circa sette minuti. È il tempo necessario per far ammorbidire la parte dura delle foglie senza perdere troppe vitamine.

Appena la forchetta si infilza senza resistenze procedo a scolare il cavolo.

In un’altra pentola faccio imbiondire gli spicchi d’aglio e poi aggiungo le foglie di verza precedentemente sbollentate, aggiungendo anche i fagioli, il sale e qualche mestolata di acqua di cottura (in modo da recuperare le vitamine che ha assorbito). Lascio sul fuoco per qualche minuto, il tempo di far insaporire. La quantità d’acqua dipende da quanto volete che sia “brodosa” la vostra ricetta.

Ora siete pronti per in-zuppa-rvi… o in-cavol-arvi, come preferite!

P.s. Se fate avanzare qualche foglia di quelle più grandi, nel prossimo articolo vi dirò come preparo i miei involtini di verza e riso integrale alla cannella!

Un cavoloso saluto a tutt*!

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