Basta Pasta a pranzo! Meglio a cena.

Fino a qualche anno fa era mia consuetudine mangiare la pasta a pranzo ed evitarla la sera perché mi era stato inculcato il mito che di sera è assolutamente nocivo mangiare la pasta. Poi una ragazza che conoscevo mi parlò della sua abitudine di mangiarla di sera (lo faceva più che altro per un motivo pratico dal momento che a pranzo né lei né il marito erano in casa). Mi disse che da quando mangiava la pasta a cena aveva notato una riduzione del suo peso corporeo e un sonno migliore. Allora mi cominciò a vacillare il vecchio mito e mi dissi che provare non mi avrebbe uccisa.

In effetti ho trovato interessante questa inversione di pranzo/cena e i benefici del mangiare i carboidrati la sera sono stati molti.

Innanzitutto mangiare la pasta a pranzo mi dava costantemente acidità di stomaco, gonfiore e sonnolenza, cosa che può risultare abbastanza fastidiosa se si hanno impegni dopo il pasto. In più mi faceva aumentare di peso molto velocemente.

Da quando ho iniziato la mia “prova” ho notato un miglioramento nella digestione, il gonfiore è diminuito e l’aumento di peso si è arrestato. Allora ho cominciato ad investigare e ho scoperto molte cose interessanti.

La pasta, come anche i cereali ed il riso, sono alimenti ricchi di carboidrati e poveri di grassi. I carboidrati complessi, soprattutto quelli integrali, pare siano in grado di stimolare la produzione di serotonina (considerata l’ormone del buonumore) e di melatonina (una sostanza considerata regolatrice del ciclo sonno/veglia). La melatonina aiuta a dormire bene e dormire bene aiuta il funzionamento del sistema nervoso, riduce il rischio di infarti, forme cancerose, diabete e non per ultimo, riduce il rischio di obesità.

Qui il link di huffingtonpost.it, dove potrete trovare informazioni sui disturbi causati dalla mancanza di sonno.

La sonnolenza indotta dal consumo di pasta o, in generale dei carboidrati, è dovuta all’insulina: in seguito all’ingestione di carboidrati, una consistente dose di glucosio (sappiamo ormai tutti che i carboidrati sono “zuccheri”) si riversa rapidamente nel sangue e la conseguenza è un rapido aumento della glicemia; questo stimola il pancreas a rispondere con il rilascio di insulina (l’ormone ingrassante) per ridurre il picco glicemico inducendo l’organismo ad immagazzinare il glucosio nel corpo e nelle cellule sotto forma di grasso. Questo rapido abbassamento del livello di zuccheri nel sangue è il picco ipoglicemico che è la causa della stanchezza e del senso di sonnolenza e anche di nuova fame che avvertiamo durante la digestione dei carboidrati. Per colmare questo senso di fame abbiamo voglia di ingerire nuove dosi di carboidrati e questo riattiverà la produzione di insulina. Questo continuo alzarsi ed abbassarsi della glicemia è spesso la fonte dell’aumento di peso.

 

Da un articolo riportato su Corriere.it:

Secondo i ricercatori dell’Università di Gerusalemme, lo spostamento dei carboidrati alla sera potrebbe modificare in modo favorevole la secrezione degli ormoni leptina e adiponectina. La prima è detta anche “l’ormone della sazietà”, la seconda porta alla riduzione dei livelli di glucosio e colesterolo nel sangue, migliora la sensibilità all’insulina e ha un’azione antinfiammatoria. E’ riportato anche il parere di Gabriele Riccardi, presidente della Società italiana di diabetologia: consumare più carboidrati a cena e meno a pranzo potrebbe essere una scelta ragionevole, poiché durante il riposo notturno gli zuccheri vengono temporaneamente immagazzinati per essere poi rimessi in circolo, sotto forma di glucosio, nel corso della giornata, specialmente quando serve energia per fare uno sforzo fisico. Se poi gli alimenti ricchi in carboidrati sono anche una buona fonte di fibre, il controllo metabolico e il senso di sazietà migliorano, e si prolungano, ulteriormente.

 

Mangiare una giusta quantità di pasta la sera, quindi, aiuterà a mantenere i livelli di glucosio nel sangue durante la notte e fino al mattino seguente ed è una buona abitudine per chi ha disturbi di metabolismo lento.

 

A mio parere quindi è molto importante il momento della giornata in cui la mangiamo, oltre che a quanta ne mangiamo e a come la mangiamo. Sarebbe preferibile mangiarla al dente perché la cottura al dente farà si che i carboidrati vengano assorbiti più lentamente dall’organismo e di conseguenza anche l’assimilazione di zuccheri sarà più lenta e graduale. Farla scuocere invece significa che l’amido in essa contenuta inizierà a trasformarsi in glucosio già nell’acqua di cottura, entrando più velocemente in circolo nell’organismo dopo l’ingestione e ciò produrrà come effetto l’alzamento maggiormente del picco glicemico nel sangue.

 

Per concludere, una buona alimentazione dovrebbe avere una dose equilibrata di carboidrati, proteine, vitamine e grassi. Se mangiate la pasta di sera preferitela con condimenti leggeri ma nutrienti in modo da creare un piatto con pochi carboidrati e ricco di vitamine perché le proteine sono più difficili da digerire quindi preferitele a pranzo.

Se volete un consiglio per ridurre la glicemia nel sangue o ridurre la fame di dolci, pane e pasta (quindi di carboidrati) vi consiglio una regolare assunzione di Stevia. Lascio il link di un mio articolo a riguardo.

 

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