Bucato puzzolente – capitolo 2°

In un mio vecchio articolo avevo parlato del mio problema del bucato, soprattutto quello scuro, che mi ha dato parecchio filo da torcere.

Riassumendo un po’ il problema: il mio bucato nella vecchia abitazione era sempre profumatissimo, non avevo bisogno di lavare a temperature elevate, lavavo tutto a 40° senza nessun problema. Cambiando casa e lavatrice ho iniziato ad avere il bucato più puzzolente che io abbia mai sentito. Stessi saponi e stessi ammorbidenti sembravano aver perso tutto il loro potere nella nuova lavatrice e l’odore rancido che esalava dagli indumenti appena tolti dalla lavatrice era qualcosa di rivoltante. Ho iniziato a fare prove su prove per risolvere il problema e avevo trovato una soluzione con il mio sapone autoprodotto e con l’utilizzo di aceto o bicarbonato.

Per un po’ è andata bene e, nonostante  il profumo non fosse proprio inebriante, i risultati erano accettabili. Poi ho notato che in alcuni lavaggi, non in tutti, alcuni indumenti cominciavano ad avere un odore strano. Niente a che vedere con la puzza di prima ma in ogni caso non odoravano di pulito. Allora ho aperto il filtro della lavatrice ed era pulito. Ho controllato il cassettino dedicato al detersivo e non c’era traccia di muffa.

Ho confrontato i vari bucati ed effettivamente i bianchi (lavati rigorosamente a 60° o a 90°) erano perfetti mentre i colorati (che lavavo a 40° e alternavo la temperatura a 60° ogni 2 o 3 lavaggi) erano sempre un po’ al limite nei lavaggi a 40°. Allora ho iniziato a lavare tutto a 60° e solo con il programma cotone. Ho lasciato perdere definitivamente gli altri programmi della lavatrice che, per quanto più specifici per capi scuri, camicie o “mix 40” per lavare capi misti a 40°, mi davano l’impressione di scarsità di acqua e cattivo lavaggio. Nonostante siano programmi di “risparmio” energetico o di acqua, mi dispiace dirlo, non credo che offrano davvero un risparmio se poi gli indumenti vengono lavati male.

Riassumendo. Ho sconfitto definitivamente il cattivo odore in questo modo:

  • Lavare i capi colorati o scuri a 60° con il programma per il cotone;
  • Lavare i capi bianchi a 60 o a 90° con il programma cotone;
  • Utilizzare il mio sapone autoprodotto (se non volete provare a fare il sapone come me, utilizzate un buon sapone di marsiglia. Fate però attenzione all’Inci ed agli ingredienti contenuti. Ricordate che più l’Inci è lungo e più il sapone è chimico. Fate attenzione anche agli ingredienti di derivazione animale come il sego, che spesso è riportato in etichetta con la dicitura “tallow” o “tallowate”);
  • Utilizzare l’aceto al posto dell’ammorbidente (ricordo sempre che l’aceto è un ottimo antibatterico naturale e 100% vegan. Per di più ravviva i colori e se ingrigiti li riporta ad essere luminosi. Funge anche da ammorbidente);
  • Utilizzare il bicarbonato nella vaschetta del sapone (il bicarbonato sgrassa e sbianca e, pur non essendo un vero e proprio disinfettante, ha la qualità di innalzare il PH creando un ambiente sfavorevole alla formazione di nuovi batteri).

Buon bucato a tutt*! 🙂

 

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