In Vino veritas: non è tutto vegan quello che credi

pollon talco

Vi ricordate il cartone Pollon? Con la sua polverina dell’allegria cantava “sembra talco ma non è…”. Oggi ne faccio la citazione per suggerire che il vino che mettiamo sulle nostre tavole “sembra vegan ma non è”.

Anche il vino ormai è una bevanda poco adatta per chi adotta una dieta vegetariana o addirittura vegan.

E’ una scoperta che ho fatto di recente e fino a un mese fa ignoravo completamente la questione. Poi, grazie ad un tweet che trattava l’argomento, mi è venuta una pulce nell’orecchio. Il tweet parlava di alcuni vini dei punti vendita LIDL, ma a quanto vedo la cosa è molto più diffusa.

Additivi di derivazione animale come albumina, caseina, gelatina, colla di pesce sono utilizzati per la lavorazione del vino e vengono impiegati per la “chiarificazione”.

Avevo notato che ogni volta che bevevo vino stavo male ma non avevo ricollegato alla possibilità che potesse essere questa la ragione. Il mio corpo non tollera più neanche la minima contaminazione con sostanze animali, non assumendone più da svariate lune.

Occorrono mesi però affinché il vino si chiarisca da solo; spesso si desidera invece anticipare i tempi, ed in questo caso si opera la chiarificazione artificiale o la filtrazione. (cito la fonte: http://www.vegan3000.info/i-243/il-vino-e-vegan).

E siccome in etichetta tutti gli additivi non devono essere dichiarati, non è ben chiaro cosa contenga realmente il vino acquistato, anche perché tali additivi, una volta svolta la loro funzione di chiarificazione del vino, vengono rimossi.

 

I chiarificanti possono essere di diversa origine: organici, inorganici, naturali o sintetici.

 

I chiarificanti naturali di origine animale comprendono:
– Albumina d’uovo
– Caseina e caseinati
– Colla d’ossa
– Colla di pesce
– Gelatina

I chiarificanti naturali di origine vegetale sono:
Agar agar
– Alginati

I chiarificanti organici sintetici:
– PVP (polivinilpolirrolidone)
– Nylon, poliammidi

I chiarificanti inorganici:
– Bentoniti
– Silici colloidali e acidi saliaci
– Terre di Spagna

 

Si potrebbe desumere da questo elenco che c’è anche la possibilità di impiegare le sostanze minerali come la Terra di Spagna o quelli vegetali come l’Agar agar.

Anche per la vinificazione bio è ammesso l’utilizzo di altri coadiuvanti di origine animale per la chiarificazione (caseina, caseinato di potassio, bentonite, ossidi di silicio, albumina d’uovo e colla di pesce) oltre all’uso di proteine vegetali di grano e pisello.

 

I chiarificanti vengono impiegati per rendere limpidi i liquidi alimentari e per mantenerne nel tempo tale limpidezza. Sono utilizzati sopratutto in enologia, ma anche per bevande alcoliche e per succhi di frutta, specie quelli limpidi come quello di mela. (fonte: https://it-it.facebook.com/VegetarianiEVeganiFamosi/posts/414191058683910)

 

Si, fin qui abbiamo capito che la maggior parte dei vini non sono vegan. Ma come riconoscere un vino vegano?

Un’altra fonte che cito è http://www.vegolosi.it, dal quale ho estratto una parte dell’intervista a Maria Chiara Ferrarese, responsabile Ricerca e Sviluppo e Business development di Csqa-Certificazioni srl. Potete leggere l’articolo completo cliccando qui oppure al link precedente.

“Qualità Vegetariana Vegan®” è promosso dall’Avi e viene concesso in uso alle imprese solo dopo l’ottenimento della certificazione da parte di un ente terzo indipendente, che è Csqa-Certificazioni. In questo modo, il consumatore viene garantito rispetto alla reale assenza di derivati di origine animale dall’ente terzo (che effettua verifiche ispettive ed eventualmente anche controlli analitici in azienda) e poi riceve l’informazione immediata rispetto alle caratteristiche del prodotto attraverso il marchio che viene apposto sulle bottiglie. Lo standard non si limita a prevedere la totale assenza di carne, pesce, molluschi e crostacei nei prodotti vegetariani e la totale assenza di derivati di origine animale nei prodotti vegani, ma anche l’assenza di prodotti di origine animale e derivati negli ausiliari di fabbricazione e nei materiali di confezionamento, come le attrezzature, il packaging o le colle utilizzate per applicare le etichette.

 

Per il momento è tutto… buona vite a tutt* e che Bacco vi protegga!

pollon


L’immagine in evidenza è la rappresentazione di Bacco, ad opera del Caravaggio.

 

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