Bucato puzzolente. Come ho sconfitto il cattivo odore

Oggi voglio trattare un argomento un po’ particolare, come avrete capito dal titolo. Parliamo di cose imbarazzanti ma che purtroppo alcune volte sono un dato di fatto e non si può ignorarle. E, d’altra parte, se nessuno ne parla continuano ad esistere lo stesso e a rimanere cose imbarazzanti. Mentre se se ne discute forse si trova una soluzione per non doverne più parlare.

Fino a qualche tempo fa uno dei miei crucci più grandi era il lavaggio dei capi colorati o scuri in lavatrice.

Ad ogni lavatrice, appena aprivo il cestello, l’odore era insopportabile. Un misto di calzini sporchi misto a muffa… o scarpe da ginnastica vecchie vent’anni e mai lavate di un maratoneta professionista. Insomma, insopportabile, disgustoso e nauseante. Ed ero costretta a rilavarli altre due o tre volte di seguito per ottenere un risultato decente. Ma, indossati e poi nuovamente da lavare, ad ogni lavatrice successiva era sempre peggio.

 

Fonte immagine: http://it.dreamstime.com/immagini-stock-libere-da-diritti-scarpe-da-tennis-smelly-image15362149
Fonte immagine: http://it.dreamstime.com/immagini-stock-libere-da-diritti-scarpe-da-tennis-smelly-image15362149

 

Per di più un enorme spreco di acqua, sapone, energia … ed un enorme impatto inquinante se considerate che ad ogni lavatrice serviva sapone nuovo.

 

Premetto che tutto ciò è iniziato da quando mi sono trasferita a vivere con il mio compagno. All’inizio davo la colpa ai detersivi (li usavo ancora). Sostituendoli con le stesse marche che usavo in precedenza, usandone le stesse quantità nonostante l’attuale lavatrice porta 6 kg mentre la precedente era da 7 kg, nessun risultato.

Allora ho iniziato a pensare che la responsabilità fosse attribuibile alla lavatrice, magari al fatto che la quantità di acqua usata, a causa del dosaggio automatico in base al peso del cestello, non fosse sufficiente. Ma se così fosse stato avrei avuto problemi anche con il lavaggio dei bianchi e quest’ultimo non mi dava problemi. Aggiungere l’acqua manualmente nella vaschetta non mi ha aiutato.

Poi me la sono presa con la durezza dell’acqua della mia nuova abitazione, ma andando a controllare ho rilevato che questa era meno dura dell’acqua della mia precedente abitazione.

 

Tutti i mesi dovevo fare un lavaggio a vuoto della lavatrice con una temperatura di 90° e un litro di aceto nel cestello per disinfettare e sterilizzare, iniziava a puzzare anche il cestello.

 

Un piccolo grande dettaglio è che in questa casa non disponiamo di un balcone pertanto il bucato viene steso dentro casa, stendino vicino al termosifone e tanta pazienza oltre che umidità.

Proprio quest’ultima è stata a farmi riflettere sul cattivo odore che sentivo sugli indumenti (che una volta asciutti non erano “puzzolentissimi” come da bagnati ma erano comunque inindossabili).

Ho ipotizzato che la causa dei cattivi odori potesse derivare da “micromuffe” che si erano venute a create nei tessuti e che prolificavano ad ogni lavaggio, considerando che ad aiutarle c’era l’aggravante che stendendo dentro casa si perdeva l’effetto del sole e dell’aria aperta.

 

Per non farla troppo lunga, mi sono focalizzata prima di tutto sul cambio del programma di lavaggio e poi sulle temperature. Ho iniziato ad usare il mio sapone autoprodotto e il posto dell’ammorbidente è stato rimpiazzato con l’uso dell’aceto.

Immagine da: http://it.wikihow.com/Eliminare-l'Odore-di-Muffa-dagli-Asciugamani
Immagine da: http://it.wikihow.com/Eliminare-l’Odore-di-Muffa-dagli-Asciugamani

 

Mentre prima utilizzavo il programma specifico per i “capi scuri” (temperatura a 40° e centrifuga a 800), ho iniziato ad usare il programma “cotone” (impostando sempre la temperatura a 40° e centrifuga a 800) avendo avuto l’impressione che la quantità di acqua utilizzata dalla lavatrice fosse leggermente superiore ed il tipo di lavaggio fosse migliore. Passaggio, questo, che ogni due o tre lavaggi ho alternato con l’impostazione della temperatura a 60° ipotizzando che una temperatura più elevata potesse distruggere meglio eventuali muffe.

Ho iniziato ad usare l’aceto che, come da me già precedentemente trattato, è un disinfettante naturale e, oltre ad essere antibatterico, ha il potere di prevenire la formazione di nuove muffe. E’ amico della lavatrice dal momento che svolge anche la sua buona funzione di anticalcare, non inquina e, naturalmente, non potevo esimermi dal vantare il suo essere 100% vegan!

Usato sia nel lavaggio che come sostituto dell’ammorbidente avrete ancora altri vantaggi perché l’aceto ravviva i colori e non danneggia i tessuti, a differenza del comune ammorbidente che col tempo tende a creare una patina sui tessuti avvilendone i colori e a lungo termine a rovinare i tessuti stessi ma soprattutto la vostra pelle. L’ammorbidente è un concentrato di componenti tossici, cancerogeni e allergizzanti, senza parlare del fatto che è uno dei prodotti maggiormente inquinanti.

Infine, ho sostituito tutti i detersivi con un unico sapone, “autoprodotto” con una saponetta di sapone di marsiglia de I Provenzali grattugiato e sciolto in acqua. Anche questo 100% vegan.

 

Ci sono voluti un po’ di giri di lavatrici ma alla fine, in qualche mese, ho completamente eliminato il problema ed ora il mio bucato non puzza più, anzi! Profuma! E la mia soddisfazione personale è tale che mi sto ancora dando le pacche sulla spalla… da sola! Eheheh.

 

Se avete anche voi di questi problemi scrivetemi, sarò felice di potermi rendere utile con qualche consiglio.

Trovate i miei contatti nella pagina… contatti! Scusate la banalità 😛

 

L’immagine in evidenza è tratta da: http://benessere.atuttonet.it/prevenzione/un-errato-bucato-puo-essere-rischioso-per-la-salute.php

 

6 comments

  1. Sei grande perché sei vegana. Vorrei però correggertisul fatto che l’aceto faccia bene alla lavatrice perché ho sempre sentito dire che a lungo andare corrode i meccanismi della lavatrice, ed inoltre non è vero che non inquina, l’acido citrico ha un impatto di gran lunga inferiore sull’ambiente.

    1. Ciao Linda e Grazie per il tuo commento!
      Per quanto riguarda l’aceto e la mia piccola esperienza, so che corrode i metalli e l’acciaio ma non la plastica. Se si hanno tubature in metallo l’aceto potrebbe causare, a lungo andare, la corrosione. Ma parto dal presupposto che la quantità di aceto che si usa in lavatrice è minima (all’incirca un bicchiere di plastica), è molto diluita in acqua perché è utilizzata nella fase di risciacquo e non ristagna nelle tubature ma viene quasi subito espulsa. Se invece viene utilizzato per il lavaggio, l’aceto è comunque diluito in acqua e vale quel che dicevo prima a riguardo della quantità. Pertanto credo che la corrosione sia un rischio minimo e, in ogni caso, inquina meno dell’ammorbidente o dei detersivi.
      Per quanto riguarda l’inquinamento devo dire che purtroppo qualunque cosa utilizzata in grosse quantità inquina. Sono d’accordo con te per quanto riguarda l’acido citrico e sul fatto che abbia un impatto di gran lunga inferiore ma ammetto la mia inesperienza a riguardo del suo utilizzo pertanto ti ringrazio per aver sollevato questa questione, mi fornisce un nuovo spunto per sperimentare un prodotto che ancora conosco poco.

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