Tabacco e test su animali (aggiornato a gennaio 2016)

Ci sono vegani e vegani. Alcuni (quelli che lo sono per motivi salutistici) non fumano o scelgono di smettere. Ce ne sono altri che lo fanno per motivi etici e quindi si concedono il vizio, anche se poco salutare.

Ebbene, purtroppo, anche le aziende produttrici di tabacco effettuano test su animali. Pertanto ho scovato un marchio che ha scelto la politica cruelty-free.

  • Yesmoke (azienda tutta italiana che ha esplicitamente dichiarato nel suo sito di non effettuare test su animali)

http://yesmoke.eu/it/yesmoke-red-old-cigarette-pack-710x360

 

 

 

In aggiunta sembrerebbe che anche

  • Pueblo

non effettui test su animali ma la cosa è da verificare. Non è chiaro se commissioni suddetti test ad aziende terze. Sul sito della “Poschl Tabak”, la sua casa produttrice, non viene menzionato niente in proposito a test su animali.

In questa pagina http://www.poeschl-tobacco.com/nasal-snuff-health.html

l’azienda parla del tabacco da fiuto (e non di sigarette o tabacco da rollare) e dei vari studi effettuati su soggetti umani ma nient’altro. Quindi è ancora in bilico la sicurezza che la Poschl Tabak sia veramente pulita da test su animali per conto proprio o di terzi.

 

Mentre è ormai assodato che l’American Spirit (che un tempo si riteneva cruelty-free) non è un tabacco amico poichè l’azienda produttrice (la “Santa Fe”) è stata assorbita dalla Reynolds American Inc. che è la seconda più grande compagnia di tabacco negli Usa e rivale della Philip Morris.

Al link che segue c’è la conferma (con una petizione dal sito dell’associazione “Peta”) che sia R.J. Reynolds (costola della Reynolds American Inc.) che la Philip Morris testano.

https://secure.peta.org/site/Advocacy?cmd=display&page=UserAction&id=5471

 

Inoltre, la Philip Morris ha esplicitamente dichiarato l’uso di test su animali:

http://www.pmi.com/ita/research_and_development/pages/animal_testing.aspx

 

Non mancherò di aggiornare l’articolo appena ho novità.

2 comments

  1. Ciao. Ho letto in un articolo di aprile che la Yesmoke, dopo un po’ di problemi vari, è stata purtroppo messa all’asta e rischiava di essere acquistata, ovviamente, da qualche multinazionale. Ne sai qualcosa di più? E’ diventato anche questo un marchio da non considerare?

    1. Ciao Roberta! Al momento, purtroppo, non so molto di più. Non riesco a reperire nessuna informazione sull’asta e su chi potrebbe averla vinta (sempre se c’è stata). Ho letto che è stato dichiarato il fallimento ma non so ora quale sorte pende sulla testa della Yesmoke.
      Certo, se dovesse cadere nelle mani di qualche multinazionale diventerebbe un marchio da non prendere in considerazione. Ma finché non esce un nome non so in che termini pronunciarmi. 🙂

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